Il Consiglio dei Ministri del 7 aprile ha approvato uno schema di decreto preliminare con nuove Sanzioni "231"
Previste anche modifiche al Codice Penale con l'inserimento di nuovi articoli:
- art. 727 bis: uccisione, distruzione, prelievo o possesso di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette
- art. 733 bis: danneggiamento di habitat.
In entrambi i casi le condotte sono punite con la pena dell'arresto e/o dell'ammenda.
Il Consiglio dei Ministri n. 135 del 7/04/2011 ha approvato in via preliminare uno schema di D.Lgs. per inserire il D.Lgs. 231 ai comportamenti fortemente pericolosi per l'ambiente, sanzionando penalmente condotte illecite individuate dalla direttiva e fino ad oggi non previste come reati ed introducendo la responsabilità delle persone giuridiche, attualmente non prevista per i reati ambientali.
Secondo il Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri si procede dando seguito all'obbligo imposto dall'Unione europea di incriminare comportamenti fortemente pericolosi per l'ambiente, sanzionando penalmente ...
Reti di imprese (par.20)
La disciplina sulle reti d’impresa, originariamente introdotta dall’articolo 3, commi da 4-ter a 4-quinquies, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, è stata modificata dall'art. 42 del D.L. n. 78, che, sul piano fiscale, ha previsto, per le imprese che sottoscrivono o che aderiscono a un contratto di rete, una misura agevolativa a carattere temporaneo - subordinata all’autorizzazione della Commissione europea - e altri “vantaggi fiscali, amministrativi e finanziari, nonchè la possibilità di stipulare convenzioni con l'A.B.I. nei termini definiti con decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze”.
Manovra finanziaria dell’estate 2010: l’Agenzia delle Entrate commenta le novità fiscali
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 4/E del 15 febbraio 2011, ripercorre le disposizioni di carattere fiscale introdotte dalla c.d. “manovra correttiva” alla Finanziaria 2010, contenute nel D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n.122.
Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate dovrà individuare “criteri ...
Con Decreto n. 5808 dell'8 giugno 2010, "approvazione dei requisiti e delle modalità operative per la richiesta di iscrizione all'albo regionale degli operatori pubblici e privati per i servizi di istruzione e formazione professionale e per i servizi al lavoro...", la Regione Lombardia ha introdotto l'obbligo di adozione del modello di organizzazione, gestione e controllo previsto dal D.Lgs. 231/01 per le imprese che intendono accreditarsi per l'erogazione dei servizi di istruzione e formazione professionale e per l'erogazione dei servizi per il lavoro.
L'applicazione del D.Lgs. 231/01 alla filiera degli operatori accreditati alla formazione e per i servizi al lavoro è vista "come ulteriore garanzia dell'efficienza e della trasparenza dell'operato sia della Regione che dell'ente accreditato, con lo scopo di migliorarne l'organizzazione e l'efficacia di funzionamento".
La delibera precisa anche che:
a) il codice etico adottato deve essere oggetto di specifica informativa e formazione per tutti i collaboratori dell'ente;
b) l'Organismo di Vigilanza deve rispettare ...
L'introduzione del Dlgs 81-08 e delle relative modifiche ed integrazioni costringe anche la piccola azienda a prendere in considerazione l'adozione di modelli organizzativi atti a tutelarla per quel che concerne la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.
ll D.L. 8 giugno 2001 n.231, sancisce "la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica" (i c.d. enti) introducendo, nel nostro ordinamento, la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato.
Si tratta di una responsabilità che ricade sull'ente per taluni reati commessi, nel suo interesse o vantaggio, dai soggetti a esso funzionalmente legati:
a) Soggetti con funzioni di rappresentanza, amministrazione, gestione e controllo, anche di fatto, dell'ente (ad esempio: amministratori)
b) Soggetti sottoposti alla direzione o vigilanza di costoro (i dipendenti, ed es., ma anche coloro che, pur non essendo funzionalmente legati all'ente, agiscano sotto la direzione e vigilanza dei ...
La norma prevede espressamente che l’impresa, può vedere esclusa o attenuata la propria responsabilità, se dotata di un apposito modello organizzativo. Un modello, il cui obiettivo non è altro che eliminare tutte le carenze organizzative che possono dar origine al reato.
Malgrado la mancata adozione del modello non comporti alcuna sanzione, di certo espone l'impresa a rischi legati a potenziali reati per i quali si può essere chiamati a rispondere anche in sede penale (sentenza del Tribunale di Trani del 26.10.2009). A dimostrazione che il modello può costituire una reale condizione esimente citiamo un'altra sentenza, emessa il 17.11.2009 del Tribunale di Milano che assolve una società alla quale si contestava un illecito amministrativo. La società aveva adottato un modello organizzativo e soprattutto aveva dimostrato di averlo fatto in maniera efficace e di averlo gestito idoneamente. Il reato si è verificato a causa di un soggetto non giuridico che ...
Tempi stretti sulle modifiche al decreto 231.
E, nel merito, inversione dell'onere della prova sull'efficacia dei modelli.
Il ministero della Giustizia dovrebbe diramare già la prossima settimana il testo del disegno di legge con i cambiamenti alla disciplina della responsabilità amministrativa delle società. Una mossa che prelude alla presentazione in Consiglio dei ministri già prima dell'estate. Il provvedimento rappresenta l'esito di un gruppo di lavoro che è stato istituito presso l'Arel con l'obiettivo di individuare le priorità di intervento.
Nel dettaglio, viene introdotta una certificazione per i modelli che avrà come effetto immediato l'esclusione da responsabilità per l'ente che ha adottato un modello "bollinato".
Toccherà al pubblico ministero dimostrare l'inefficacia degli schemi organizzativi nel caso di «sopravvenute significative violazioni delle prescrizioni che abbiano reso manifesta la lacuna organizzativa causa del reato per cui si procede».
Nel caso di modello certificato non si potranno applicare le sanzioni interdittive previste in via cautelare, a ...