Organizzazioni. Riflessioni in merito alla via per raggiungere l’eccellenza

Si parla spesso di quale sia la differenza tra le aziende che ottengono risultati eccellenti e li mantengono nel tempo e quelle che pur in alcuni casi facendo dei progressi non riescono comunque a fare un salto di qualità notevole o eventualmente non sono in grado di mantenerlo nel tempo.

Al riguardo ho letto un libro che ritengo davvero interessante e che spiega come passare dalla mediocrità alla eccellenza; il libro si basa sull’esame del comportamento nel tempo di un campione approfondito di aziende e da questa analisi vengono tratti alcuni spunti fondamentali.

Il libro, scritto da Jim Collins, si intitola “O meglio o niente” – Come si vince la mediocrità e si raggiunge l’eccellenza; in inglese la versione originale del titolo è “Good to great”.

Uno di questi aspetti è relativo al “life motive” che attiva e mantiene in vita la spinta propulsiva insita in queste aziende e che nel libro va sotto il nome del “concetto del riccio“.

Isaiah Berlin, filosofo, dice che gli uomini sono ricci o volpi

Le volpi perseguono molti fini contemporaneamente e vedono il mondo in tutta sua complessità. Sono “dispersive, si muovono su molti livelli”, senza mai integrare il loro pensiero in un unico concetto o in una visione unificante.

I ricci un mondo complesso in un’unica idea organizzatrice, un principio di base che unifica e guida tutto. Non importa quanto sia complesso il mondo: un riccio riduce tutte le sfide ed i dilemmi a semplici idee da riccio. Per lui tutto quello che non si ricollega alla sua idea da riccio non ha importanza. I ricci non sono stupidi: al contrario; capiscono che l’essenza della comprensione profonda è la semplicità. Lungi dall’essere dei sempliciotti hanno intuizioni penetranti, che consentono loro di vedere attraverso la complessità e scorgere gli schemi sottostanti. I ricci vedono l’essenziale ed ignorano il resto.

Che relazione c’è tra il concetto del riccio ed il passaggio da “buono ad eccellente”. Il libro dimostra che coloro che hanno costruito società GTG (Good to great) erano, chi più chi meno, ricci; usavano la loro natura di ricci verso quello che sopra è stato rappresentato come concetto del riccio. I leader delle aziende che sono rimaste nella mediocrità tendevano ad essere volpi, senza mai acquisire il vantaggio chiarificatore del riccio, essendo invece dispersivi e incoerenti.

Il concetto del riccio, nel libro, è un concetto semplice e cristallino, che scaturisce dalla approfondita comprensione della intersezione di tre cerchi

Primo cerchio: in che cosa potete essere i migliori al mondo. Nel libro si ribadisce che questo concetto va ben oltre la competenza; se si possiede una competenza non è detto che necessariamente si possa essere migliori al mondo in quel campo.

Secondo cerchio: cosa spinge il vostro motore economico. Tutte le aziende GTG citate nel libro mostravano una profonda comprensione di come generare in maniera efficace flussi di cassa e profitti robusti e durevoli.

Terzo cerchio: di che cosa siete profondamente appassionati. Nel libro si è trovato che le società GTG si concentravano su attività che accendevano la passione delle persone.

Per chi applica sistemi di gestione (ad es. secondo ISO9001) questo concetto trova la sua giusta collocazione all’interno della politica per la qualità e, di conseguenza, poi tutti i processi e le attività aziendali dovrebbero ricondursi a tale concetto.

Mi piacerebbe sapere se qualcuno, per la sua esperienza, si ritrova in questo concetto o ha conosciuto realtà che lo hanno applicato e tuttora lo mantengono.
Roberto Giuliani

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