Riportiamo un articolo tratto da un nostro partner di Modello Veneto: P.R. Consulting.
Vantaggio competitivo è… saper generare valore in misura maggiore rispetto ai concorrenti. A partire da dove? Dal valore che al proprio interno ogni impresa possiede e che può elevare organizzandosi e comunicando bene proprio dall’interno.
Un’azienda che cresce è un’azienda che comunica al proprio interno, a diversi livelli e tra diversi livelli. Come?
La comunicazione interna ha l’obiettivo di promuovere e realizzare azioni per favorire il coinvolgimento e la partecipazione di tutti quei soggetti che – con ruoli, compiti e modalità diverse – concorrono a definire il clima organizzativo e lo spirito di collaborazione interno all’organizzazione, spiega Giampietro Vecchiato, Direttore Clienti di P.R. Consulting.
Ecco alcuni suggerimenti su come pianificare efficacemente la comunicazione interna:
* comunicare gli obiettivi
* accrescere la cultura di sistema
* motivare tutti i dipendenti/collaboratori dell’organizzazione
* attivare la ricerca del miglioramento continuo
* ridurre/gestire la conflittualità
* formare e aggiornare
* sviluppare il senso di appartenenza
* condividere la mission aziendale
* favorire lo scambio di esperienze e di progetti
* rilevare il grado di soddisfazione e di partecipazione
* accrescere la cultura della comunicazione
* spostare il baricentro dall’organizzazione al cliente (consumer satisfaction)
Per dirlo con Gary Becker: “Lo sviluppo futuro delle aziende dipenderà da quanto investiranno nei loro dipendenti, nella loro formazione, nella loro salute, nell’ambiente di lavoro. Per ottenere incrementi non solo di produttività, ma anche di creatività, le persone debbono sentirsi motivate. Devono sentirsi felici di cosa fanno e come lo fanno”.
Asset fisici e asset intangibili
La capacità di generare valore è funzione della dotazione di asset fisici quali impianti, stabilimenti, risorse finanziarie e asset intangibili sintetizzati nel cosiddetto capitale intellettuale [Barney 1991].
Per accrescere il valore generato dai propri investimenti è necessario considerare le potenzialità insite negli elementi intangibili che muovono l’impresa nella produzione e nel cambiamento.
Il capitale intellettuale: capitale sociale, capitale umano, capitale strutturale o organizzativo
Questa articolazione [Edvinson e Malone 1997] fa riferimento alla distinzione tra la dimensione relazionale dell’impresa (capitale sociale), le caratteristiche e competenze di chi ci lavora (capitale umano) e i saperi e le capacità dell’azienda (capitale organizzativo), come li hanno definiti Giovanni Costa e Paolo Gubitta, riferendosi agli assetti organizzativi, ai sistemi gestionali e operativi, le routine e procedure e i modelli di management.
Mettere a sistema questi capitali significa gestire la comunicazione interna in modo consapevole, partendo dal presupposto che solo quando le relazioni sono alimentate da reciproca fiducia è possibile creare un clima di collaborazione che, viceversa, rischia di trasformarsi in contrattazione al negativo del singolo contributo.




