PRIMA APPLICAZIONE DEL DECRETO 231 IN MATERIA DI SICUREZZA

A seguito del grave incidente di Molfetta dove il 3 marzo 2008 morirono 5 persone per le esalazioni di acido solfidrico scattano le prime condanne in applicazione del D. Lgs. 231/01 in materia di sicurezza. Pesanti le pene pecuniarie per le società coinvolte (quasi il tetto massimo previsto dal Decreto di un milione e mezzo di Euro) alle quali si aggiungono quelle detentive verso tre persone fisiche colpevoli di concorso in omicidio colposo plurimo e lesioni colpose gravi per violazione delle disposizioni di prevenzione degli infortuni.

In questi stessi giorni un giudice del Tribunale di Milano ha prosciolto un’importante società di costruzioni in quanto ha ritenuto idoneo il modello organizzativo implementato in azienda al fine di prevenire i reati previsti dal D. Lgs 231 e che possono comportare la responsabilità amministrativa dell’impresa.

Da questi recentissimi casi giudiziari è quindi evidente che l’inserimento del reato di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime nella lista dei reati compresi dal Decreto 231 sancito dal Testo Unico per la Sicurezza (D. Lgs 81/08) comporta conseguenze pesantissime e del tutto nuove per le aziende.

Peraltro è lo stesso Testo Unico a dare indicazioni alle imprese per esimersi da tali responsabilità: i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001, o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi per le parti corrispondenti (D.Lgs 81/08 art. 30, comma 5).

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