La Congiuntura dell’Industria padovana. Secondo trimestre 2009 – Previsioni terzo trimestre

L’Azienda Padova resta nel tunnel. Il secondo trimestre 2009 conferma l’andamento negativo della congiuntura. Rallenta la caduta verticale dei principali indicatori, ma si stabilizza sui livelli molto bassi della prima parte dell’anno. Ancora in calo produzione e ordini; in contrazione consumi interni ed export. Le prospettive, sia pure meno negative, sembrano delineare un “autunno freddo”. La crisi, da durissima, potrebbe farsi “dura”: è l’unico spiraglio, stretto, all’orizzonte.
Fra aprile e giugno la quota di imprese che ha aumentato la produzione scende all’8,3% (28,3% nello stesso periodo 2008), a fronte del 65,8% che riduce l’attività. Soffrono tutti i settori, metalmeccanico in testa, e le imprese di ogni dimensione. Pesante flessione per gli ordini, in discesa per il 66,8%. Un terzo delle imprese ha lavoro per meno di un mese, quattro su dieci da uno a tre mesi. La domanda interna tocca un nuovo minimo. Le aziende che aumentano l’export scendono al 12,8% (31,1 nello stesso periodo 2008), quelle che lo riducono salgono al 56,5%. Perdono quota sia le vendite in Europa che nei paesi extra UE. Riflessi contenuti sull’occupazione: l’11,3% aumenta gli organici, il 26,6% li riduce; prevale la stabilità (62,1%).
Le previsioni per il terzo trimestre, ancora negative, sembrano però delineare una decelerazione della fase recessiva. Non si cala ulteriormente, ma neppure ci sono segnali di ripresa. La produzione è attesa in crescita da meno di un’azienda su dieci (9%), in calo dal 47,5%. Rallenta il calo degli ordini interni e dall’estero, pur prevalendo le attese negative. Stabili le prospettive dell’occupazione. Nonostante l’intensità della crisi, le aziende resistono e s’impegnano a preparare il “dopo”: il 62,1% conferma gli investimenti per i prossimi dodici mesi. Queste le indicazioni di sintesi dell’indagine congiunturale realizzata da Ufficio Studi di Confindustria Padova e Fondazione Nord Est su un campione di 350 imprese.

APPROFONDIMENTI
Azienda Padova: rallenta la caduta verticale, ma non vede la luce
L’Azienda Padova resta nel tunnel. Il secondo trimestre 2009 conferma l’andamento negativo della congiuntura. Rallenta la caduta verticale dei principali indicatori, ma si stabilizza sui livelli molto bassi registrati nella prima parte dell’anno. Ancora in calo produzione e ordini; negativo l’andamento della domanda, sia interna che dall’estero. La traversata è ancora lunga e selettiva: le prospettive, sia pure in leggero miglioramento, non lasciano intravedere svolte a breve.
L’aumento della produzione industriale in aprile-giugno ha interessato l’8,3% delle aziende (11,2% nel trimestre precedente, ma 28,3 nello stesso periodo 2008) a fronte del 65,8% che riduce l’attività. In difficoltà tutte le classi dimensionali, soprattutto le aziende oltre i 50 addetti (74,7%). Si riduce la consistenza del portafoglio ordini, con il 66,8% che indica un calo, a fronte del 5,6% che li aumenta (26,9% nel secondo trimestre 2008).
L’orizzonte temporale di lavoro assicurato recupera leggermente: un terzo delle imprese (33,9%) ha ordini per meno di un mese, quattro su dieci (42,6%) tra uno e tre mesi, il 23,5% per più di tre mesi. La domanda interna tocca un nuovo minimo, con l’8,7% che aumenta le vendite, il 66,4% che le riduce.
La contrazione della domanda mondiale si riflette pesantemente sull’export: la quota di aziende che aumenta le vendite all’estero scende al 12,8% (31,1% nello stesso periodo 2008), quella di chi le riduce sale al 56,5%. Perdono quota sia le vendite in Europa (in calo per il 50,6%), sia nei paesi extra UE (53,5%). Il calo riguarda soprattutto le imprese sopra i 20 addetti; in particolare sopra i 50 (76,4%), le più esposte sui mercati mondiali.
Il debole profilo congiunturale ha riflessi contenuti sull’occupazione: l’11,3% aumenta gli organici (dall’8,6%); il 26,6% li riduce (29,7). L’occupazione è stabile per il 62,1%. I contratti a tempo determinato sono i più utilizzati per le nuove assunzioni (58,8%), seguiti dal tempo indeterminato (31,4%); stabile l’interinale (10,8%). Tra le nuove assunzioni, prevalgono le figure impiegatizie (46,7% del totale) e gli operai generici (27%). Il calo generalizzato della domanda raffredda i prezzi alla produzione, in aumento per il 20,3%, nonostante la risalita del petrolio. Si mantiene stabile al 19,2% la quota di imprese che segnala un rialzo dei tassi di interesse applicati dalle banche, in parte trasferiti sul costo di servizi e commissioni bancarie (in aumento per il 38,5%).
Le previsioni per il terzo trimestre 2009, ancora negative, sembrano però delineare una lenta decelerazione della fase recessiva. Non si cala ulteriormente, ma neppure ci sono segnali di ripresa. Il 47,5% delle imprese prevede una contrazione della produzione, il 43,5% stabilità. Rallenta il calo degli ordinativi, con attese sui nuovi ordini interni in diminuzione per il 43,6% (dal 51,3), e su quelli dall’estero in calo per il 43,2% (48%). Rallenta la dinamica dell’occupazione: il 5,8% aumenterà gli organici, il 20% li diminuirà; prevale ampiamente la stabilità (74,2%). Operai specializzati i più richiesti, con significativo ricorso all’interinale (25,8%). Nonostante il quadro di perdurante difficoltà, si mantiene nel complesso elevata la propensione delle imprese ad investire nei prossimi dodici mesi (62,1%): il 13,2% aumenterà gli impieghi, il 38,6% li manterrà stabili. Prevale un mix di investimenti per la produttività: innovazione tecnologica e di processo (14,6%), sostituzione di impianti (13,3%), ricerca e sviluppo (11,8%), formazione (10,3%).

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>