Dal prossimo autunno la Regione Veneto attiverà il “sistema veneto badanti”, affidato per la sua realizzazione a Veneto Lavoro. In pratica, la Regione accrediterà enti come cooperative sociali, agenzie interinali, e altri che gestiranno tutta la parte burocratica, amministrativa e di formazione delle assistenti familiari operando come intermediari tra famiglie e badanti e assicurando la vigilanza e la garanzia regionali nel settore del collocamento di queste lavoratrici. Lo ha annunciato oggi a Verona l’Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi che, assieme a Sergio Rosato, direttore di Veneto Lavoro, ha presentato alla stampa l’innovativa iniziativa della Giunta regionale del Veneto, in un comparto fondamentale per l’assistenza a domicilio delle persone anziane e disabili del Veneto. “Dall’autunno in poi – ha spiegato l’assessore – chi avrà bisogno di un’assistente familiare potrà rivolgersi a enti accreditati che saranno iscritti ad un apposito albo regionale. Per avere l’autorizzazione all’attività necessiteranno precisi requisiti di qualità dal punto di vista tecnico-giuridico, professionale, di serietà deontologica per svolgere in modo trasparente questi servizi, come del resto prevede la legge regionale n. 3 del 2009 sull’accreditamento. Uno degli obiettivi del progetto è di arrivare anche ad un albo regionale delle badanti”. L’assessore ha affermato inoltre che si tratta “di un provvedimento di grande importanza, che costituisce una novità anche nel panorama nazionale, e che sarà di sostegno concreto e gratuito alle famiglie perché gli enti accreditati individueranno per conto delle famiglie le persone di cui hanno bisogno e svolgeranno le pratiche burocratiche necessarie a gestire tutti gli aspetti legati al rapporto di lavoro”. Secondo l’esponente del governo veneto in questo modo si va a mettere ordine in una situazione ingarbugliata dove finora ci si è basati sul passaparola e sulla diffusione del lavoro sommerso. “Basti pensare – ha detto – che le domande di collaboratori familiari presentate nel Veneto secondo il decreto sui flussi migratori sono state 56000 a fronte di solo 10000 quote assegnate. Tutto il resto è finito nel lavoro irregolare. Ora, con la sanatoria sulle badanti prevista dal governo, questo lavoro nero dovrà emergere ed avere regole trasparenti. Finalmente le famiglie venete potranno contare su interlocutori affidabili e garantiti dalla Regione che daranno indicazioni sicure sui rapporti di collaborazione familiare che saranno instaurati”. Sempre in autunno partirà una campagna informativa per spiegare alla cittadinanza modalità e criteri di questo provvedimento e fornire le indicazioni sugli enti da contattare.





Quando assumiamo una badante teniamo sempre presente che molte di loro sono persone che non hanno nulla da perdere,e che hanno un unico obiettivo abilmente mascherato da un copione collettivo che si scambiano abilmente:il denaro
si presentano in vesti d’ agnello e sono lupi rapaci
guadagnano cifre per loro astronomiche e poi ti denunciano ai sindacati
,il guaio e’ che che loro sono organizzatissime e noi datori di lavoro dobbiamo solo pagare….. ho trascritto testualmente un commento esistente e posso solo che dare la mia testimonianza, dopo aver assunto regolarmente una badante filippina non efficiente e dopo la morte di mia moglie ho subito un ulteriore grave oltraggio, dopo nove mesi ed averla regolarmente licenziata perchè non idonea al servizio richiesto ed averla liquidata a norme di legge e dopo aver esaudito l’ ultima volontà di mia moglie morente di accettare una richiesta legale ulteriore immotivata di euro 2.000 , venivo trascinato in causa ed per discrezione arbitraria di un giudice di pace sono stato
costretto a pagare ulteriori 4.600 euro per prestazioni mai avvenute nonostante nessun testimone a suo favore mentre tre testimoni a mio favore che frequentavano mia moglie giornalmente.
Quindi concludo riflettendo che non servono commenti perché i fatti avvenuti testimoniano la dura realta’ mi sento totaslmente abbandonato, indifeso ed amareggiato per un’ ulteriore ingiustizia subita da mia moglie anche dopo la sua morte….