Agroalimentare.
I prodotti alimentari arrivano sulla tavola dei consumatori attraverso catene di produzione e distribuzione molto articolate, che coinvolgono diversi tipi di organizzazioni spesso operanti in Paesi diversi. Tutti gli anelli della filiera influenzano le caratteristiche igienico sanitarie del prodotto e devono contribuire a garantire la sicurezza alimentare.
Nell’intento di iniziare un percorso di “unificazione†dei numerosi Standard diffusi nel settore agroalimentare, l’ISO ha pubblicato una norma che fissa una serie di requisiti relativi alla sicurezza alimentare lungo tutta la filiera.

La ISO 22000:2005“Sistemi di gestione per la sicurezza alimentare. Requisiti per qualsiasi organizzazione nella filiera alimentareâ€intende fornire requisiti relativi alla sicurezza alimentare, armonizzati a livello internazionale ed un approccio globale alla sicurezza, quanto mai necessario in questo settore.

La ISO 22000 è stata definita da un gruppo composto da provenienti da ben 23 Paesi, insieme a rappresentanti di varie organizzazioni, quali la Confederazione delle industrie agro-alimetari dell’Unione europea (CIAA) e la Commissione del CodexAlimentarius. Basata sul consenso internazionale, la Norma armonizza i requisiti per una gestione sistematica della sicurezza della catena alimentare ed offre una soluzione univoca di buona pratica, riconosciuta a livello mondiale.

La ISO 22000 si rivolge a tutti gli attori coinvolti nella catena alimentare, sia direttamente (aziende agricole, mangimifici, allevamenti, aziende agroalimentari, supermercati, rivenditori al dettaglio e all’ ingrosso, aziende di trasporto) che indirettamente (produttori di packaging e macchinari per industrie alimentari, aziende fornitrici di prodotti per la pulizia e sanificazione, fornitori di servizi).


I punti chiave della norma sono:


* la comunicazione interattiva, tra l’azienda interessata e i diversi attori a monte e a valle della catena di fornitura, nonché con altre parti interessate quali autorità preposte al controllo dei requisiti di legge, consumatore;

* il sistema di gestione aziendale;

* il controllo di processo;

* la metodologia HACCP, con particolare attenzione rivolta all’analisi dei pericoli che diventa lo strumento guida per la politica di sicurezza alimentare aziendale;

* le buone pratiche di produzione;

* la gestione dei pericoli per la sicurezza igienica tramite misure di controllo operative.




