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Una nuova strategia dell’Unione europea per ridurre del 25% gli infortuni sul lavoro entro il 2012.

25 June 2007 – 9:44 pm

La nuova strategia quinquennale per la salute e la sicurezza sul lavoro, adottata oggi dalla Commissione, ha come obiettivo di ridurre di un quarto le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro nell’UE.

La nuova strategia quinquennale per la salute e la sicurezza sul lavoro, adottata oggi dalla Commissione, ha come obiettivo di ridurre di un quarto le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro nell’UE. Tra il 2002 ed il 2004 gli infortuni mortali sono diminuiti del 17% e quelli che hanno come conseguenza un’assenza dal lavoro di tre giorni o più del 20%. I progressi variano però secondo i paesi, i settori, le imprese e le categorie di lavoratori. I mutamenti nel mondo del lavoro comportano nuovi rischi e si osserva un aumento di certe malattie professionali.

“Le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro rappresentano in Europa un grosso onere per lavoratori e datori di lavoro. In un anno si contano circa quattro milioni di infortuni sul lavoro, che sotto il profilo economico rappresentano un costo enorme per l’economia europea. Una quota considerevole di tale costo ricade sui sistemi di previdenza sociale e sulle finanze pubbliche”, ha dichiarato Vladimír Å pidla, commissario responsabile per l’occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità. “Il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori è di capitale importanza per la politica europea a favore della crescita e dell’occupazione. Migliorare la produttività e la qualità del lavoro significa dare impulso alla crescita e alla competitività dell’Europa.”

Anche se negli scorsi cinque anni sono stati compiuti importanti passi avanti, molto resta da fare. Il costo degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali non grava in egual misura su tutti gli attori. Le perdite causate dalle assenze dal lavoro costano ai lavoratori europei circa un miliardo di euro all’anno. I datori di lavoro sopportano i costi delle indennità di malattia, della sostituzione dei lavoratori assenti e della perdita di produttività, in molti casi non coperti dall’assicurazione.

Particolarmente esposte sono le piccole e medie imprese, in cui si verificano l’ 82% delle lesioni professionali e il 90% degli infortuni mortali sul lavoro. I settori della costruzione, dell’agricoltura, dei trasporti e della sanità sono quelli che presentano il rischo più elevato di infortuni sul lavoro; i giovani, gli immigrati, gli anziani, i lavoratori che prestano la loro attività in condizioni precarie sono le categorie più fortemente colpite.

Sono in aumento le malattie specifiche, comprese le patologie muscoloscheletriche – lombalgie, dolori articolari, lesioni indotte da stress fisici ripetuti – e le patologie causate da stress psicologici.

La strategia per il periodo 2007-2012 si pone come obiettivo una riduzione del 25% degli infortuni e delle malattie professionali nell’UE. Si articola in una serie di azioni a livello europeo e nazionale nei seguenti campi:

· Miglioramento e semplificazione della legislazione in vigore e rafforzamento della sua applicazione nella pratica mediante strumenti non vincolanti (scambi di buone pratiche, campagne di sensibilizzazione, migliore informazione e formazione).

· Definizione e attuazione di strategie nazionali adattate alla situazione specifica di ciascuno Stato membro, dirette ai settori e alle imprese maggiormente interessati e finalizz ate a obiettivi nazionali di riduzione degli infortuni e delle malattie professionali.

· Inclusione dei temi della salute e della sicurezza sul lavoro nelle altre politiche europee (istruzione, sanità pubblica, ricerca) e perseguimento di nuove sinergie.

· Individuazione e valutazione dei possibili nuovi rischi mediante la ricerca, lo scambio di conoscenze e l’applicazione pratica dei risultati.

Per ulteriori informazioni:

http://ec.europa.eu/employment_social/health_safety/index_en.htm

(comunicato stampa della UE)

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